CENTRO STUDI PPORTOPOTENTINO
Tel. 0733.881316    •   centrostudi3p@gmail.com
Via Puccini, 24 - Condominio Smeraldo - 62018 Porto Potenza Picena (MC)
Presidente Ancillai Wolfango
     

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  PORTO POTENZA PICENA: UNA PICCOLA FRAZIONE ALLA RIBALTA  
     
 

La provincia si caratterizza solitamente come sonnolenta, ma Porto Potenza Picena, frazione del comune di Potenza Picena nel maceratese, non è proprio così. Anzi non è più così da quando nel 2004, un manipolo di persone con l’argento nei capelli, ma con l’energia della gioventù, ha creato il “CENTRO STUDI PORTOPOTENTINO”.
Questi benemeriti fra i quali si annoverano come Presidente onorario, l’emerito Prof. SESTO RAFANELLI e l’attuale Presidente FAUSTO SAMPAOLO, noto in paese come il poeta vernacolare “nonno Vingè”, hanno pensato di animare il nostro amato paese rivisitando i costumi e le tradizioni marinare e contadine per la popolazione residente e per i turisti che d’estate soggiornano qui attirati dal mare pulito e da un assetto urbanistico gradevole. Infatti “Lo Porto” come viene chiamato usualmente, è un nastro che si srotola sulle rive dell’Adriatico a sud del Monte Conero nei pressi dell’antica città romana di “Potentia”, distrutta non si sa bene da quale invasore barbaro, forse Totila o Alarico.
Oggi si è sviluppata a Nord e a Sud di una TORRE DI AVVISTAMENTO antisaraceno dl ‘400 unico “monumento” del paese, stretto com’è tra la ferrovia litoranea e l’autostrada A14. Il primo nucleo dell’odierna Porto Potenza risale alla fine dell’800 e agli inizi del ‘900 grazie alle famiglie che si sono trasferite sulla costa dalle campagne retrostanti per dedicarsi alla pesca o alle altre occasioni di lavoro che col tempo si sono moltiplicate. Ricordiamo che le fabbriche di laterizi, l’Istituto di Riabilitazione Divina Provvidenza (ora Santo Stefano), la base dell’Aeronautica Militare, i calzaturifici. Ultime nel tempo ma non per importanza, le attrezzature per accogliere al meglio i villeggianti sempre più numerosi per il prestigio derivante dall’assegnazione di tre bandiere blu d’Europa e di tre vele di Legambiente per i meriti del Comune.
Proprio per animare le serate estive ogni anno il Centro Studi Portopotentino fa rivivere “Lo Porto de Cent’anni fa” con sfilate di 170 figuranti vestiti con bellissimi e curatissimi abiti d’epoca, che rappresentano i vari ceti sociali che hanno vissuto in Paese.

• I Nobili che d’estate si trasferivano al mare dalle città vicine.
• I Borghesi che arrivavano in carrozza per godere della salubre aria marina.
• I contadini che raccontano il lavoro dello “Scamiscià” (scartocciare il mais) e offrono “Lo Polentò co lo vrodetto” in un clima di festa con organetti e saltarello.
• I Pescatori detti “Sciabicotti” che ripetono le frasi della “Pesca co’ la Sciabica”.
• Le Pescivendole dette “Pesciarole” che selezionano e vendono il pescato dei loro mariti.

Nel passato secolo, il ‘900, i mondo è cambiato ed il lavoro dell’uomo che ha assunto modalità molto diverse perciò è interessante per i giovani che non l’immaginano e per gli anziani che possono ricordare, ricreare “Li Mestieri de ‘na orda”, ambientazioni che mostrano strumenti autentici, tecniche tradizionali e atmosfere retrò.
Le feste religiose univano anche allora tutte le famiglie perciò non potevano essere trascurate dagli organizzatori, pertanto ogni anno ritornano:

• “La Pasquella” di Natale esecuzione di canti di questua.
• “La venediziò dell’animali” nel giorno dedicato a Sant’Antonio Abate.
• “La Pasciò” canti rievocativi del venerdì Santo con i protagonisti nei costumi dell’epoca.
• “La Veglia di San Giovanni” con Messa e Processione in mare e successiva distribuzione di acqua “miracolosa” insieme a mazzolini di grano e spighetta beneauguranti.

La promozione e la diffusione delle tradizioni del passato, rievocate per le generazioni del futuro, hanno anche un notevole valore per la coesione ed il senso della comune appartenenza peri molti abitanti di varia provenienza che formano il tessuto sociale del paese. Così i bambini delle elementari sono stati coinvolti nei giochi dei nonni e nella realizzazione, con le loro mani, dei giocattoli di una volta.
La seconda finalità del Centro è la cosiddetta “Educazione Permanente” con incontri a scansione settimanale che si svolgono nell’angusta sede sociale e riguardano: la Letteratura, la Scienza della natura, la Filosofia, la Musica Lirica e la Lingua Inglese tenuti da valenti ed apprezzatissimi esperti nei rispettivi settori. E’ in funzione anche un laboratorio di dizione e di recitazione in lingua e in vernacolo.
Consapevoli che fa bene divertirsi e stare insieme, sono molto apprezzati i corsi di scacchi, burraco, bridge, uncinetto e saltarello per grandi e piccini.
In ambito sociale alcune volontarie gestiscono la biblioteca della locale Scuola Elementare e quella interna al Centro Studi a disposizione di tutta la popolazione.
E’ evidente che ogni attività richiede la collaborazione di tante persone, ma l’energia e la voglia di impegnarsi non mancano, così gli attuali 400 iscritti sono pronti a promuovere nuove iniziative, come la creazione di un Museo vivo dove raccogliere le memorie del passato locale e attuare laboratori di tipo artigianale aperti a tutti, ma soprattutto ai giovani, per poter tramandare al futuro le abilità del passato.