CARLO FEDERICO MARCELLETTI

Moie 10 luglio 1944

     
 

Profondamente legato alle sue origini marchigiane, il Dott. Marcelletti ha scritto pagine fondamentali della cardiochirurgia pediatrica, distinguendosi per le sue straordinarie capacità professionali e per la sua profonda umanità. Tra i suoi più grandi meriti figura il primo trapianto di cuore eseguito in Italia su un bambino, Ivan Di Fratta di Ostia, un intervento che rappresentò una svolta storica per la sanità italiana e aprì nuove prospettive nella cura delle cardiopatie congenite.

La sua vicenda professionale e umana costituisce un patrimonio di grande valore, non solo per la comunità scientifica, ma anche per tutti coloro che credono nell'importanza della ricerca, del coraggio, dell'innovazione e della dedizione al prossimo.

Recentemente il giornalista Vincenzo Varagona ha raccolto testimonianze, documenti e ricordi nel volume Le mani nel cuore, offrendo un prezioso contributo alla ricostruzione della vita e dell'opera del Dott. Marcelletti. Il libro rappresenta una solida base documentale dalla quale sviluppare un progetto audiovisivo capace di raccontare una storia autentica, coinvolgente e di grande valore civile.

 

 
Carlo Marcelletti
Carlo Federico Marcelletti (Moie, 19 luglio 1944 – Roma, 6 maggio 2009) è stato un cardiochirurgo italiano.
 
Biografia
 

Nato a Moie (AN), dopo la laurea si è perfezionato in cardiochirurgia in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Dal 1972 al 1976 si è specializzato in cardiochirurgia pediatrica e chirurgia cardiovascolare prima alla Stanford University di Palo Alto (California) e poi alla Mayo Clinic di Rochester (Minnesota).
Attività scientifica
Nel 1978 ha fondato e diretto il centro di cardiochirurgia pediatrica dell'Academisch Medisch Centrum di Amsterdam. Nel 1986 al "Bambin Gesù" di Roma ha effettuato in Italia il primo trapianto di cuore su un bambino[1].
Dal 1995 al 1997 ricopre il ruolo di Visiting Professor in diverse università in giro per il mondo, tra cui:
• Shneider Children's Medical Center, Università di Tel Aviv in Israele;
• Ospedale Pediatrico “William Soler”, Università di L'Avana a Cuba;
• Memorial Children's Hospital, Università di Varsavia in Polonia;
• Saddam Center for Cardiac Surgery, Baghdad in Iraq.
Dall'ottobre del 1997 fino a giugno del 2000 ha diretto l'Unità di Cardiochirurgia Pediatrica dell'Hesperia Hospital di Modena. Nello stesso periodo, sempre all'Hesperia Hospital, è stato anche Direttore Scientifico della Scuola Internazionale di Perfezionamento “Dwight McGoon”.

     
 

Dal giugno del 2000 fino al novembre del 2008 ha diretto la Divisione di Cardiochirurgia Pediatrica dell'azienda ospedaliera Civico e Benfratelli di Palermo.
Ha tentato la terapia chirurgica di malformazioni congenite del cuore in soggetti in età pediatrica. Nella sua lunga carriera ha visitato più di 25.000 bambini e ne ha operati più di 10.000. Nel mese di maggio del 2000 Marcelletti coordinò, insieme con il collega William Norwood della Dupont Foundation di Filadelfia, l'équipe di chirurghi che tentò, nell'ospedale Civico di Palermo, di separare le sorelline siamesi di origine peruviana Marta e Janet Milagro; il tentativo non riuscì. La vicenda aveva scatenato una polemica sull'eticità della scelta di sacrificare una bambina per lasciare in vita l'altra. Marcelletti era intervenuto solo in altri due casi analoghi, anche se meno gravi: nel 1989 il comitato etico dell'ospedale Bambin Gesù di Roma non aveva dato l'assenso all'intervento ed entrambi i gemelli, originari della Repubblica Dominicana, morirono tre mesi dopo. Tre anni dopo, a Filadelfia, un intervento simile fu autorizzato e uno dei bambini sopravvisse.

     

È stato fondatore e presidente dell'Associazione per la cura del Bambino Cardiopatico ONLUS, creata con la finalità di raccogliere fondi per dare borse di studio ai giovani medici specializzati nella cura di pazienti affetti da malformazioni congenita di cuore ed ai medici e paramedici provenienti da paesi in via di sviluppo tese alla divulgazione delle metodiche di terapie medico-cardiopatico, per creare alloggi gratuiti per i medici stranieri e per finanziare l'acquisizione di strumentazione ad alta tecnologia o materiale scientifico che contribuiscano al progresso della conoscenza per la cura delle malformazioni congenite di cuore. Madrina dell'Associazione è stata l'illustre scienziata Rita Levi-Montalcini.

 

Il libro “Le mani nel cuore. La storia di Carlo Marcelletti, un cardiochirurgo che ha salvato migliaia di bambini”.

Il libro racconta, attraverso decine di testimonianze, la storia del medico nato a Moie, dove la famiglia, si era rifugiata durante la guerra. Marcelletti ha raggiunto una fama internazionale ed è considerato nella sua professione un genio assoluto. Ha salvato la vita a migliaia di bambini nati con malformazioni cardiache. Marcelletti ha contribuito fortemente allo sviluppo e alla diffusione della cardiochirurgia pediatrica in Italia. Prima di lui i bambini nati con malformazioni cardiache erano destinati a non vivere a lungo, oggi molti dei suoi pazienti hanno superato i 40 anni. Nel 1986, all’ospedale “Bambin Gesù” di Roma, ha effettuato il primo trapianto di cuore su un bambino. Marcelletti ha saputo anche trasmettere con passione le sue competenze e le sue tecniche innovative, tanto che i giovanissimi medici della sua équipe sono primari di cardiochirurgia in Italia e nel mondo. È morto a Roma nel 2009. «Queste pagine – spiega Varagona – rappresentano un gesto di giustizia nei confronti di un medico che aveva deciso, in controtendenza, di valorizzare la sanità pubblica, in particolare in Sicilia».