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Raffaello Sanzio è stato un pittore e architetto italiano, tra i più celebri del Rinascimento italiano.

Figlio del pittore Giovanni Santi e di Magia Ciarla di Battista, iniziò giovanissimo, nella bottega del padre, l'attività pittorica. In quel periodo ad Urbino c'era una vera e propria scuola pittorica che influenzò anche Raffaello il quale portò sempre con se le tracce dell'atmosfera creatasi piena di fermento e di linfa creativa. Il suo primo dipinto, ora andato perduto, raffigurava San Nicola da Tolentino e risale al 1500 ed il suo nome già da allora veniva accompagnato dalla qualifica di "magister" sinonimo di pittore affermato. Nello stesso periodo probabilmente si reca a Perugia (periodo umbro) nella bottega di del maestro Perugino (Pietro Vannucci). Nel 1504 si reca a Firenze (periodo fiorentino), dove a quel tempo si ergono due geni quali Leonardo e Michelangelo che influenzarono non poco Raffaello che ebbe una profonda crisi di maturazione artistica. Nel 1508 circa viene chiamato a Roma da Giulio II al quale si deve il merito di aver fatto lavorare contemporaneamente e a stretto contatto tre geni quali Michelangelo, Bramante e Raffaello.

 

     
 

Nel 1513 morì Giulio II e gli succedette Leone X che riconfermò a Raffaello tutti gli incarichi precedenti. Nel 1514 dopo la morte del Bramante, che aveva già progettato San Pietro, il Papa lo nominò affinché attenesse alla cura dei lavori per la costruzione di San Pietro, lavorando inoltre alla realizzazione delle logge del palazzo Vaticano nel cortile di San Damasco. Questa sua attitudine alle opere architettoniche viene troppo spesso posta in secondo piano ma in realtà costituisce parte fondamentale delle opere dell'urbinate avendo realizzato la cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, studiato la facciata di San Lorenzo e del palazzo Pandolfini a Firenze. La sua ultima opera pittorica fu la famosa tavola della "Trasfigurazione" finita poi nella parte inferiore dal Penni e da altri suoi allievi, in cui il viso dolce e radioso del Cristo risorto avvolto in una luce di sovrumano splendore, fu l'ultima immagine uscita dal pennello di Raffaello. Morì a 36 anni il 6 Aprile 1520, all'apice della gloria, osannato e ammirato dal mondo intero quale artista che aveva incarnato al meglio l'ideale supremo di serenità e di bellezza del rinascimento. Le sue spoglie furono sepolte al Pantheon monumento da lui profondamente amato e studiato.

     

La Madonna dell'ALba