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Concluso con un ottimo bilancio al Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme
il Festival del Teatro Sociale FITeL 2010
17 i Premi assegnati dalla giuria
di Giovanni Ciarlone

       

       

In un Padiglione delle Feste sempre esaurito è calato il sipario sulla dodicesima edizione del Teatro Sociale, il Festival organizzato dalla FITeL Nazionale (Federazione Italiana Tempo Libero CGIL-CISL-UIL) a Castrocaro dall’11 al 18 settembre. Lasciandosi alle spalle una settimana ricca di spettacoli, il Festival, promosso dalla Regione Emilia Romagna, dalla Provincia di Forlì, dal Comune e dalla direzione del Grand Hotel di Castrocaro Terme, si è confermato una vetrina sul sociale di qualità. Grande quindi la soddisfazione degli albergatori e degli operatori economici locali, che da anni ospitano con entusiasmo un Festival che ha ormai intrapreso un percorso di respiro nazionale. Singolare infatti la presenza di pubblico a testimoniare l’interesse per queste compagnie dilettantistiche che utilizzano il palcoscenico come strumento di confronto e dialogo, divertimento e comunicazione.

Cultura e sociale sono fin dalla sua prima edizione le parole d’ordine del Festival FITeL, che mette al centro del palco il disagio, la malattia, l’impegno civile, il lavoro, mostrando un teatro di riabilitazione sociale e psicologica, crescita e confronto. Educare e sensibilizzare, questi gli obiettivi sui quali punta il Festival, presentando un calendario di intrattenimento ma anche di riflessione. Grazie a Proscenio Aggettante i lavoratori si trasformano da fruitori a veri protagonisti della scena. Vasta la selezione delle compagnie, che vanno dal dopolavoro bancario ai dipartimenti di psichiatria al teatro universitario, per offrire una esemplificazione di quanto impegno, unicamente dettato dalla passione, vi sia al di fuori delle ore di lavoro. E gli spettacoli in programma dall’11 al 17 settembre sono stati una chiara testimonianza. Se il Gruppo “PROPoste Teatrali”, CRAL Poste nazionale, che si è cimentato nell’interessante testo di Monica Tramontina e Giorgio Fonn “I sempi qualche volta i la indovina”, ha presentato la storia di un giovane maestro alla sua prima nomina di ruolo nel piccolo paese di Velika Gora, il Gruppo Teatrale “Buona La Prima” FITeL Piemonte ha conquistato il pubblico con “Mamma mia”, un musical al cui centro vi è il desiderio di una giovane di scoprire le proprie radici, indagare chi sia il proprio padre.

Il pubblico si è poi divertito con “Signori, Biglietti!!” della Compagnia “Quelli del Cactus” – Giffas Napoli, del movimento azzurro. Al centro della commedia “un matrimonio” e incontri compromettenti, travestimenti improbabili e mal riusciti, fughe precipitose, e un turbinio di risate per una serata di teatro senza pensieri. Ma nell’edizione 2010 del Festival abbiamo trovato anche i classici. La Compagnia il Dirigibile - formata da ospiti e operatori del Centro Diurno Psichiatrico di via Romagnoli - Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Forlì, ha infatti presentato “Zia Pace”, liberamente ispirato ai Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. Al centro dello spettacolo l’inevitabile confronto dialettico tra i protagonisti, per riflettere sul senso degli elementi che danno vita al Teatro: l’autore e il testo; i personaggi, gli attori e i loro corpi; il regista; il pubblico. Invece la Compagnia Teatrale del CRUT – Università di Trieste - FITeL FVG si è cimentata con l’opera di Pierre de Marivaux “Il trionfo dell’amore”.

Al centro del testo un arguto e divertente intrigo amoroso al più alto livello sociale: una principessa regnante s'innamora di un bellissimo principe, figlio del re spodestato da suo padre; per conquistarlo deve però prima sedurre, spacciandosi per uomo, il tutore di lui e la sorella del tutore, nemici dell'amore, aridi razionalisti studiosi di filosofia. Se il CRAL Unicredit ha deliziato il pubblico con “Happy days”, tratto dalla serie Cult degli anni ’70, a chiudere il Festival è stato “Mahagonny”, uno spettacolo liberamente tratto da Bertolt Brecht proposto dal Cerchio invisibile Associazione Culturale - Fabrica di Roma. Parabola di ascesa e caduta di una città che ha come unico parametro il denaro, il testo ha fatto riflettere su quegli elementi alla base di una società allo sfascio, in un mondo dominato dal potere economico e da esso reso falso e insulso.

       

Non facile quindi il compito della Giuria, presieduta da Tiziana Foschi, nell’assegnare i premi 2010. Diciassette complessivamente i premiati nell’ambito della serata conclusiva presentata da Cristina Carbotti, alla quale ha partecipato nella veste di ospite d’onore Lorenza Guerrieri. Il riconoscimento al miglior spettacolo è andato al musical “Mamma mia” del gruppo Buona la prima Unicredit Group Circolo Torino, che si è aggiudicato anche il premio per la migliore attrice protagonista, Sonia Cerioni, ex aequo con Anna Granito di “Quelli del Cactus”. Sandro Nardi de “Il cerchio invisibile” di Fabbrica di Roma si è aggiudicato la migliore regia per “Mahagonny”, mentre il premio quale migliore attore è andato a Michele Bozza e quello per i costumi a Maria Pennacchio, entrambi di “Quelli del cactus”.

Di particolare prestigio il gran premio della giuria assegnato al gruppo forlivese “Il dirigibile” diretto da Michele Zizzari, regista di “Zia Pace”. Ottimo anche il bottino per “Il Trionfo dell’amore” di Marivaux che si è aggiudicato i premi per i due attori non protagonisti Maurizio Lippi e Maria Cristina Fedele e per le scene di Letizia Amodeo. AI vincitori della passata edizione del Festival, i triestini del gruppo Proposte teatrali, Cral Poste nazionali, è andata invece la pergamena per il miglior testo originale per “I sempi qualche volta i la indovina”. Matteo Bazzotto si è aggiudicato il premio Duiz per il miglior giovane grazie alla sua interpretazione in “Happy days”, musical premiato anche con la menzione a Lina Sistro e Antonio Ulano.

Gioacchino Turco del gruppo Proposte teatrali e Tullio Grilli della Compagnia teatrale del CRUT, Università di Trieste, hanno ricevuto infine i premi come migliori caratteristi. A chiudere la serata lo spettacolo di Lucia Poli “Edipo e la Pizia”, liberamente tratto da un racconto di Durrenmatt, con Lucia Poli e Giorgio Rossi. Coreografie Di Giorgio Rossi, musiche originali di Andrea Farri eseguite dal vivo da Juliane Reiss, Marco Algenti e Mauro D’Alessandro. L’appuntamento è quindi per l’edizione 2011!