Testo e fotografie

  LOCALITA'   ALTA VALLE DEL CHIENTI

MC

Regione Marche Ass.Turismo
  TEMPO DI PERCORRENZA   15/30 MINUTI A PIEDI (SOLO ANDATA)

EEE

 
  SEGNALETICA   ASSENTE  
  GRADO DI DIFFICOLTA'   ESCURSIONISTICO/ESCURSIONISTICO ESPERTI

Indice


 
 

 COME ARRIVARE

 
 

Dalla superstrada della Val di Chienti che parte da Civitanova Marche si deve uscire a Caccamo dove si imbocca la vecchia Statale 77 fino a Valcimarra Attraversato il Chienti nei pressi della centrale idroelettrica si sale alle trazioni di Colle e La Valle, alle pendici del Monte Fiegni, dove si parcheggia Si prosegue a piedi dalla piazzetta con lavatoio della frazione La Valle dove si segue la via lastricata che dapprima passa attraverso le case e poi diventa una sterrata che si inoltra in piano nel versante nord del Monte Fiungo.  

 
 
 
 
 
 

Si supera il pozzo piezometrico della condotta forzata idroelettrica e si arriva al Santuario della Madonna del Sasso (15 minuti). Ad Occidente del Santuario il versante si inflette in un ampio vallone sulla cui sommit si abbarbicano i resti del monastero di San Benedetto di Sasso Latrone. Non vi sentiero per raggiungerli, pertanto questo secondo itinerario consigliabile solo a chi sappia muoversi con disinvoltura su terreno accidentato. Si prosegue dapprima per alcune decine di metri per la sterrata che dalla Madonna del Sasso costeggia il bordo della parete della cava; si esce poi dal bosco in corrispondenza di una crestina che sale verso i ruderi dell'eremo. Si risale lungo la lecceta fino alla base delle roccette; qui si traversa a destra, raggiungendo un ghiaione nel bosco che deve essere risalito in modo disagevole fino alla base dell'eremo (15 minuti).


 

DESCRIZIONE

 

Sulla destra idrografica della valle di Fiungo, in alto, immersa in una fitta lecceta, di fronte alle case di Campolarzo, sorge la candida Chiesa della Madonna del Sasso, annessa a un piccolo eremo, forse francescano. L'interno, recentemente ristrutturato, costituito da un'unica navata che si appoggia alla roccia; la volta a crociera sostenuta da archi a pieno centro. Di fianco all'ingresso si conserva un affresco raffigurante una Crocifissione', un altro affresco, staccato dalla parete sinistra e rappresentante una Madonna con Bambino, probabilmente del Quattrocento, orna l'altare. Sullo stesso sperone roccioso, propaggine del Monte Fiungo, nel lato verso Occidente, addossati allo scoglio e immersi nel bosco, si scorgono i resti dell'antica Abbatia Sancti Benedica de cripta Saxi Latronis, monastero benedettino risalente al IX - X secolo, di cui rimangono parte della torre e alcune cortine della chiesa con portale a tutto sesto e una monofora. Ai piedi della costruzione si trova ancora la cisterna interrata. La torre conserva la possente muratura di base e un locale con volta a botte a cui si accede tramite un arco ogivale; dalle feritoie che si aprono tra i conci ben connessi lo sguardo domina l'intera vallata.

PER SAPERNE DI PIU'

 

Sulla destra idrografica della valle di Fiungo, in alto, immersa in una fitta lecceta, di fronte alle case di Campolarzo, sorge la candida Chiesa della Madonna del Sasso, annessa a un piccolo eremo, forse francescano. L'interno, recentemente ristrutturato, costituito da un'unica navata che si appoggia alla roccia; la volta a crociera sostenuta da archi a pieno centro. Di fianco all'ingresso si conserva un affresco raffigurante una Crocifissione', un altro affresco, staccato dalla parete sinistra e rappresentante una Madonna con Bambino, probabilmente del Quattrocento, orna l'altare. Sullo stesso sperone roccioso, propaggine del Monte Fiungo, nel lato verso Occidente, addossati allo scoglio e immersi nel bosco, si scorgono i resti dell'antica Abbatta Sancti Benedica de cripta Saxi Latronis, monastero benedettino risalente al IX - X secolo, di cui rimangono parte della torre e alcune cortine della chiesa con portale a tutto sesto e una monofora. Ai piedi della costruzione si trova ancora la cisterna interrata. La torre conserva la possente muratura di base e un locale con volta a botte a cui si accede tramite un arco ogivale; dalle feritoie che si aprono tra i conci ben connessi lo sguardo domina l'intera vallata.