Testo e fotografie

  LOCALITA'   ALTA VALLE DELL'ESINO

AN

Regione Marche Ass.Turismo
  TEMPO DI PERCORRENZA   40 MINUTI A PIEDI (SOLO ANDATA)

E

 
  SEGNALETICA   SENTIERO GUIDATO  
  GRADO DI DIFFICOLTA'   ESCURSIONISTICO

Indice


 
 

 COME ARRIVARE

 
 

Tramite la S.S. n. 76 che si imbocca a Falconara Marittima si arriva a Fabriano; da qui si continua costeggiando la valle del Giano in direzione Fossato di Vico e, dopo circa 3 km, a un bivio, si prende a sinistra per Valleremita (2,5 km). Di fianco alla chiesa del paese parte una strada forestale (una sbarra blocca il passaggio) che sale in dirczione dell'eremo; dopo circa 300 m, in corrispondenza della tabella dell'aula verde, si procede a destra per una sterrata che si inoltra nel bosco lungo l'antica mulattiera di fondo valle, ancora a tratti contornata da muretti a secco.

 
 
 
 
 
 
Dopo un primo tratto il sentiero sale decisamente e raggiunge l'Eremo di Valdisasso dal lato nord.

 

DESCRIZIONE

 

II complesso architettonico ha subito nei secoli varie vicissitudini, che hanno fortemente alterato le linee originarie; a causa dell'incuria poi, molti ambienti del convento sono crollati all'inizio del XX secolo. La piccola chiesa, probabilmente in origine corpo di guardia di un antico castello, poi oratorio delle monache e fienile nell'Ottocento, è un edificio ad aula rettangolare, in conci di pietra, e costituisce probabilmente l'unico residuo del nucleo primitivo. Le volte a crociera di cotto con costoloni, di stile gotico, risalgono ad un più tardo rifacimento, riconducibile al XV secolo. Una copia del celebre Polittico di Valleremita è conservata nella parete absi-dale, a ricordo del capolavoro giovanile di Gentile da Fabriano, ora nella Pinacoteca di Brera a Milano, dove approdò nel 1811 in seguito alle spoliazioni napoleoniche. Nei dintorni del convento, sullo scoglio di aspro calcare, si apre una grotta, probabile luogo di meditazione e di preghiera per i frati.

PER SAPERNE DI PIU'

 

Santa Maria de "Valle Saxa" o "Vallis Saxi" o Eremita, il cui toponimo rimanda alla roccia e alla caratteristica di luogo rupestre, era probabilmente in origine una fortezza e poi il più antico monastero femminile dei dintorni di Fabriano, donato alle monache benedettine da Alberto dei Sassi, feudatario del luogo, di probabile origine germanica. Abbandonato dalle religiose forse già nel XII secolo a causa dell'estrema solitudine del luogo, secondo la tradizione ospitò San Francesco, in compagnia di fra' Egidio, durante il suo viaggio nella Marca di Ancona nel 1209. Secondo la leggenda San Francesco, sceso dal valico di Fossato e superato Cancelli, imboccò il sentiero per Valleremita ma poi, incerto su quale strada prendere, chiese a un contadino, intento ad arare il campo, di accompagnarlo per un tratto di strada. Nonostante fosse riluttante a sospendere il lavoro, l'uomo lo accontentò e al suo ritorno trovò il campo completamente arato e i buoi riposati. Tanto forte è questa tradizione che ancor oggi il luogo è detto "campo di san Francesco" e un'epigrafe posizionata nel 1927 ricorda l'episodio. Nel XIV secolo l'eremo versava in uno stato di abbandono, per cui nel 1405 le monache lo vendettero a Chiavello Chiavelli

 

 

che ne fece dono ai Frati Minori Osservanti che lo restaurarono e ne fecero uno dei loro principali conventi: vi dimorarono personalità illustri come San Giacomo della Marca, San Bernardino da Siena e San Giovanni da Capestrano. I Francescani vi prospereranno fino al 1866 quando, a causa  delle soppressioni governative, furono allontanati dal monastero; passato a privati, il complesso fu utilizzato come casa colonica e stalla. Attualmente nei locali, in gran parte restaurati, risiede una piccola comunità di frati minori. Da scoprire l'Aula Verde, un percorso naturalistico che consente di immergersi in una natura ricca di elementi naturali e antropici.