Testo e fotografie

  LOCALITA'   MONTE CATRIA

PU

Regione Marche Ass.Turismo
  TEMPO DI PERCORRENZA   40 MINUTI A PIEDI DALLA SBARRA (SOLO ANDATA)

E

 
  SEGNALETICA   ASSENTE  
  GRADO DI DIFFICOLTA'   ESCURSIONISTICO

Indice


 

 COME ARRIVARE

 
 

Dall'Eremo di Fonte Avellana si prende la strada che conduce sulla cima del Monte Catria; al terzo tornante si devia a sinistra in corrispondenza di una sterrata. Superata una sbarra di metallo si continua a salire percorrendo una serie di svolte finché, in corrispondenza di un tornante a destra, si imbocca una deviazione sulla sinistra che in breve conduce alla grotta.

 
 
 
 
 
 

DESCRIZIONE

 

Al termine di una piacevole passeggiata che consente di ammirare dall'alto il complesso dell'Eremo di Fonte Avellana, si giunge alla grotta che si presenta come un'ampia cavità la cui imboccatura è delimitata a sinistra da un muretto di pietre a secco; al suo interno si nota un semplice altare di pietra.

PER SAPERNE DI PIU'

 

Pier Damiani nacque a Ravenna nel 1007; divenuto sacerdote, sentì ben presto il desiderio di allontanarsi dal mondo alla ricerca di una maggiore spiritualità. L'occasione venne quando conobbe gli eremiti avellaniti, che lo colpirono per l'austerità della loro vita. Ottenuto il permesso di far parte della comunità, entrò in quella condizione di vita definita da lui stesso come il deserto, che prevedeva anche l'esperienza della solitudine in una grotta. Personaggio di grande fascino e carisma, fu priore dell'Eremo di Fonte Avellana dal 1043 al 1057 quando a malincuore dovette recarsi a Ostia per indossare la porpora cardinalizia.

DA SCOPRIRE

 

Diversi eremi, tutti di probabile fondazione romualdina, ormai ridotti a poche rovine, si possono rintracciare sui versanti orientali del massiccio del Catria: San Nicola di Bosso lungo il tracciato della vecchia Flaminia, era nella omonima valle; San Bartolo del Monte si trovava sotto la balza della Serra Ventosa nella valle del Durano; nel versante di Frontone il prato di San Salvatore sotto il monte Campifobio, ricorda nel nome l'omonimo eremo. Sant'Angelo di Sortecchio sul monte Morcia, sorgeva sul versante sinistro del fosso Mandrale (Frontone); San Bartolomeo di Feruleta o di Foce Capitale era sito sul torrente Cinisio a monte di Foce (Frontone). E' una vera oasi di spiritualità l'Eremo di Monte Giove nei pressi di Fano, un convento camaldolese ancora in piena attività, visitato dalla regina Cristina di Svezia nel 1657, da cui si gode uno splendido panorama che spazia dall'Adriatico alle vette del monte Catria.

 

Sito sul luogo di un antico insediamento neolitico, il convento appartiene ai monaci camaldolesi del Monte Corona che lo edificarono nel XVII secolo (la chiesa fu ricostruita nel 1741).