Testo e fotografie

  LOCALITA'   MONTI SIBILLINI

MC

Regione Marche Ass.Turismo
  TEMPO DI PERCORRENZA   15 MINUTI A PIEDI (SOLO ANDATA)

E

 
  SEGNALETICA   ASSENTE  
  GRADO DI DIFFICOLTA'   ESCURSIONISTICO

Indice


 
 

 COME ARRIVARE

 
 

A Civitanova Marche s'imbocca la superstrada n. 77 da cui si esce a Sforzacosta per prendere la statale n. 78 che conduce a Sarnano. Prima di raggiungere Samano, in località Pian di Pieca, si imbocca la deviazione, a destra, per San Casciano, Vallato e San Liberato. Dal Convento di San Liberato si prosegue per la strada che oltrepassa il piazzale e continua per i prati dei Montioli; dopo circa 700 m a un bivio si prende una strada in discesa a sinistra e quindi, dopo circa 100 m, si imbocca a destra una carrareccia che si inoltra tra boschi e campi  

 
 
 
 
 
 

abbandonati verso la valle di Rio Terrò. Superati circa 750 m, al termine della carrareccia, si parcheggia e si prosegue a piedi. Si avanza lungo un evidente sentiero che si  inoltra  nel  bosco a  partire dallo  spiazzo,  costeggiando verso monte (sud) il versante sinistro (idrografico) del rio Terrò. Dapprima in leggera salita, poi in discesa, si aggirano gli evidenti paretoni rossi e in breve si incontra una sorgente; subito dopo si raggiunge l'eremo.


 

DESCRIZIONE

 

L'angusta Valle del Rio Terrò, meglio nota come Valle di Jana, si snoda ai piedi delle colline di Sarnano in direzione della caratteristica cima conica del Pizzo di Meta. Risalendo l'alveo del torrente ci si inoltra in una stretta forra su cui precipita, cristallina, una cascata d'acqua. Nei pressi, nella parte più alta del versante sinistro, alti scogli di rosso calcare racchiudono tra le loro pieghe i resti dell'Eremo di Soffiano. In un contesto naturale ricco di grande suggestione per il profondo silenzio e per la vista spettacolare di pareti precipiti, cupi valloni e folti boschi, è possibile raggiungere i ruderi dell'antica struttura, di cui rimangono soltanto un alto muro in conci di pietra rosata ben squadrati e pochi gradini del vano che costituiva la chieset-ta, addossati ad un semplice riparo sotto la roccia. Nella parete di roccia inondata di sole che guarda a sud, subito alle spalle dell'eremo, si notano piccole cavità quadrangolari di diversa dimensione, scavate nella roccia: alcune sono con ogni probabilità incassi per le travi ormai crollate, mentre altre, posizionate in maniera irregolare a sinistra del muro, sono state identificate da alcuni studiosi come "coppelle", segni propiziatori legati a divinità solari come Giano, padre degli dei, a cui è dedicata la valle. Delle celle dei frati, disposte su un livello più basso, non rimangono tracce. E' invece ancora presente la sorgente un tempo utilizzata dagli eremiti.

PER SAPERNE DI PIU'

 

Le terre in cui sorge l'Eremo furono feudo, già prima del Mille, dei Conti Mainardo e dei loro discendenti, i Signori di Brunforte, che domineranno il territorio di Sarnano fino al XIV secolo. Risale al 1101 una donazione con cui il Conte Mainardo cedette al prete Alberto e ai suoi compagni alcuni terreni di montagna nel luogo detto del Beato Marcello di Valle Cupa (identificabile con il Rio Terrò) perché potessero osservare la vita eremitica secondo gli insegnamenti dei Santi Padri, probabile riferimento ad una tipologia di monachesimo orientale caratterizzato dalle "laure", ossia piccoli eremi sparsi in luoghi solitari attorno a una chiesa o un oratorio. Insieme al vicino Convento di San Liberato, Soffiano è una delle località più amate da San Francesco ed è spesso citato nei Fioretti. In particolare, è menzionato nel Capitolo XLVI, in cui si legge: "Nella detta provincia della Marca, dopo la mone di Santo Francesco, furono due fratelli nell'Ordine; l'uno ebbe nome frate Umile e l'altro frate Pacifico; i quali furono uomini di grande santità e perfezione: e l'uno, cioè frate Umile, stava nel luogo di Soffiano ed ivi si morì; l'altro stava di famiglia in un altro luogo assai lungi da lui. Come piacque a Dio, frate Pacifico un dì stando in orazione in un luogo solitario, fu ratto in estasi e vide l'anima del suo fratello frate Umile andare in cielo diritta, senza niuna ritardazione e impedimento; la quale allora si dipartiva dal corpo. Addivenne poi che, dopo molti anni, questo frate Pacifico che rimase fu posto di famiglia nel detto luogo di Soffiano, dove il suo fratello era morto. In quel tempo i frati, a petizione dei signori di Brunforte, mutarono il detto luogo in un altro; di che, tra l'altre cose, eglino traslarono le reliquie de 'santi frati che 'erano morti in quel luogo ". Le spoglie dei Beati, trasportate nel vicino Convento di San Liberato, ancor oggi sono oggetto di venerazione. L'eremo fii abbandonato tra il 1274 e il 1276, in un difficile momento per l'ordine francescano, a cui seguirà la fioritura del movimento Spirituale che proprio nella zona di Sarnano sarà particolarmente significativa.