Testo e fotografie

  LOCALITA'   MONTE SAN VICINO

AN

Regione Marche Ass.Turismo
  TEMPO DI PERCORRENZA   15 MINUTI A PIEDI (SOLO ANDATA)

E

 
  SEGNALETICA   ASSENTE

Home

  GRADO DI DIFFICOLTA'   ESCURSIONISTICO

Indice


 
 

 COME ARRIVARE

 
 

In auto:
a Falconara Marittima s'imbocca la S.S. n. 76 e si esce a Serra San Quirico; dall'uscita della superstrada si prosegue in direzione opposta, lungo la strada che conduce a Poggio San Romualdo, per fermarsi, in prossimità della Vall'Acera, in località San Giovanni da cui, con una comoda carrareccia, si raggiunge in breve il Santuario.
A piedi:
raggiunto il piccolo centro di Grotte lungo la strada che congiunge Poggio San Romualdo alla Valle Esina, si parcheggia e dalla chiesa  

 
 
 
 
 
 

del paese si osserva l'antistante gola rocciosa sulla cui sinistra si abbarbica il Santuario. Si percorre il sentiero che sale prima tra i campi e poi nel bosco e conduce ai bagni pubblici e quindi al Santuario.


 

DESCRIZIONE

 

La Vall'Acera è un'amena valle circondata dai monti ammantati da ricche foreste; il suo fondovalle, in gran parte coltivato o usato a pascolo, è solcato dalle acque del Fosso Bianco. Un profondo intaglio caratterizzato da massicci bastioni calcarei (ottima palestra di roccia per gli alpinisti), apre la valle verso il sottostante abitato di Grotte: qui, sul versante nord, da tempo immemorabile sta abbarbicato il Santuario della Madonna della Grotta. L'aspetto attuale è oggi in gran parte deturpato da una pesante ristrutturazione compiuta nel 1958 e comprendente un'ampia scalinata d'accesso alla grotta. Il profondo incavo presenta nella parete di fondo un dipinto murale risalente alla prima metà del XV secolo e rappresentante la primitiva immagine della Madonna venerata nello speco.

PER SAPERNE DI PIU'

 

La leggenda di fondazione vuole che la Madonna sia apparsa ad un pastorello all'interno di una grotta posta però più in alto sulla rupe. Solo successivamente gli abitanti dei dintorni costruirono questo santuario in una posizione più accessibile. Fu durante questi lavori che un muratore precipitò sulle rocce sottostanti e, rinvenuto incolume, raccontò di una donna che l'aveva soccorso e confortato per poi misteriosamente scomparire. La chiesa è ricordata in una bolla di Urbano IV del 1262 e in un elenco di chiese dipendenti dalla vicina abbazia di Val di Castro come Santa Maria della Grotta sub altissimo scopulo (sotto un altissimo sasso).