Un viaggio attraverso i luoghi che caratterizzano la nostra regione.

 

Le città, la cultura, l'arte e la cucina del territorio.

Menù

Altitudine: 112 m. s.l.m.

Abitanti: 5.017

 
   

Testo e Fotografie: Regione Marche Assessorato al Turismo

   
 

Antiche sono le origini di Cupra, come testimoniano i reperti venuti alla luce nelle necropoli dell'età del ferro (secc. VII-V a.C.), le cui 400 tombe a fossa contenevano carri, armi, ornamenti, ceramica e i misteriosi grandi anelli bronzei decorati con sei nodi sul cui significato gli archeologi si interrogano da tempo. Il luogo, centro dei Piceni Cuprenses, era celebre per un Tempio dedicato alla dea Cupra, divinità etrusco-sabina. L'antica città sorgeva a nord del paese attuale, sul Colle d'Agnesia: qui sono i ruderi del Tempio dei Cesari, oltre ai resti delle mura di cinta e delle attrezzature portuali di epoca romana.

   
 

Già Municipium e colonia con il nome di lulia Cuprensis, divenne fiorente grazie all'arrivo di numerosi legionari cui vennero assegnate terre da coltivare: fu allora che si edificarono mura a difesa del Foro, del Campidoglio, delle Terme, del Teatro e dell'Anfiteatro e si costruirono la Basilica e la Curia, oltre a vie, piazze, acquedotti, fognature. Saccheggiata da Leutari nel 554 e distrutta nel IX secolo, fu ricostruita nel Medio Evo nel luogo attuale con il nome di Castrum Maranum, poi Marano. Altri due centri abitati, Sant'Andrea e Roccabianca, sorsero sull'alto dei colli vicini, secondo il tipico schema dell'incastellamento, allo scopo di difendere la popolazione  dalle incursioni  di Franchi, Longobardi, Bizantini e Saraceni.

 
 
 

Marano,  libero comune dall'XI secolo, ebbe un attrezzato porto grazie al quale intrattenne traffici e commerci con Venezia, Chioggia, Ragusa, Sebenico e Durazzo. Nel 1862 il garibaldino G. Possenti promosse lo spostamento del nucleo cittadino verso la costa e l'assunzione del nome dell'antica città scomparsa. Davvero unica è oggi la struttura urbanistica di Cupra Marittima; qui infatti, a differenza degli altri centri costieri, la città romana, quella medievale e quella moderna, hanno occupato aree nettamente distinte: la Cupra romana si trovava sulle colline in contrada la Civita, come testimoniano le mura di cinta, i resti di mattoni, tegole, vasi, e i ruderi del presunto Capitolium; la medievale Marano si erge, ancor oggi, alta sul colle a picco sul mare, con le sue torri, i suoi vicoli, gli antichi palazzi; la moderna città balneare, premiata più volte con il conferimento della prestigiosa Bandiera Blu d'Europa, si estende lungo la costa tra le foci del Menocchia e del Tesino, con i numerosi alberghi, le belle ville degli inizi del Novecento (tra cui la neogotica Villa Cellini), e le tante attrattive presenti sull'attrezzato lungomare allietato dalle palme e dagli oleandri che costeggia la lunga spiaggia sabbiosa.

 

 

La visita della cittadina moderna può iniziare dalla centrale piazza della Libertà progettata da Giuseppe Sacconi e dominata dalla Collegiata dedicata a San Basso eretta nel 1887, la cui nobile facciata spicca al termine di due scenografiche scalinate; da vedere, all'interno, un trittico di Vittore Crivelli rappresentante la Madonna adorante il Bambino tra i Santi Sebastiano e Basso e, nella sagrestia, un rocco di pastorale smaltato con un San Michele e il drago, capolavoro dell'arte limosina del secolo XIII. Nei pressi si trova una strada in salita tra i pini che conduce, dopo circa 600 m. a Cupra Alta o Marano, l'antico e suggestivo borgo che rappresenta il cuore del paese, con lo splendido panorama sul mare e sulla Riviera delle Palme, le tante viuzze rallegrate dai balconi fioriti, e le storiche Chiese dell'Annunciata e del Suffragio. L'antico centro si è conservato quasi intatto, con le mura caratterizzate dalle torri quadrate e poliedriche innalzate nel XV secolo da Francesco Sforza e le porte della Rocca, della Marina e di San Rocco, ben riconoscibili tra il verde dei pini e delle palme. Superata una porta aperta nella cinta, si sale alla parte più alta dell'abitato dove sorge la Chiesetta di Santa Maria in Castello, risalente al 1330, la cui facciata rettangolare con portale romanico, due monofore e una fascia di archetti, è sormontata da un campaniletto a vela; da vedere, all'interno, interessanti affreschi dei secoli XIV-XVI. Attraversato un passaggio tra due torri si raggiunge la Rocca immersa in una pineta. Subito a sud della cittadina (circa 500 m), si stacca dalla Statale Adriatica una strada in salita tra il verde intenso delle pinete "della Rocca" o "dei Pignoni", che conduce sulla sommità del colle Sant'Andrea, dove si elevano i ruderi imponenti del Castello di Sant'Andrea, antica fortezza del XIII secolo eretta con funzioni di avvistamento e difesa, i cui resti strapiombano sul mare. Proseguendo verso sud per circa 9 km lungo la panoramica Provinciale Cuprense, si arriva alla gotica Chiesa di Santa Maria della Petrella, ricca di affreschi dei secoli XV e XVI e di curiose antiche iscrizioni.

 

Una delle principali attrattive della città è costituita dal Parco Archeologico di Cupra Maritima sito nel Colle di Civita (e nel limitrofo Colle di San Basso o Morganti), a circa 1500 m a nord dell'abitato, dove è possibile individuare una parte consistente dell'impianto urbano della città romana e forse i resti dell'antico Tempio dedicato alla dea Cupra; i numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi sono conservati nel Museo del Territorio recentemente trasferito nel Palazzo Cipolletti nel borgo di Marano. Merita una visita l'importante Museo Malacologico Piceno, uno dei più importanti musei di conchiglie del mondo, grazie agli oltre 700.000 esemplari esposti e alle interessanti testimonianze di arte primitiva malacologica. Agli amanti della natura si consiglia di percorrere la pista ciclabile che collega Cupra Marittima a Grottammare, che si snoda per 3 km tra le palme e gli oleandri, a due passi dal mare.