Un viaggio attraverso i luoghi che caratterizzano la nostra regione.

 

Le città, la cultura, l'arte e la cucina del territorio.

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Altitudine: 126 m. s.l.m.

Abitanti: 14.278

 
   

Testo e Fotografie: Regione Marche Assessorato al Turismo

   
 

Grottammare si affaccia sulla costa Adriatica e sorprende il visitatore con il verde delle pinete e delle palme, lo spettacolo degli aranceti e degli oleandri, l'oro delle spiagge e l'azzurro del mare. Le caratteristiche che rendono la cittadina tanto attraente, così da farle meritare da anni il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu Europea, sono infatti, oltre alla funzionalità dei servizi, il mare pulito, il litorale di sabbia finissima, l'incanto degli scorci del borgo antico e la vegetazione rigogliosa in cui spiccano gli aranci, vera peculiarità della zona, come testimoniano, nello stemma comunale, i due aranci che affiancano una torre circolare merlata che ricorda l'antico faro del porto cittadino. Lodata nel XV secolo dall'umanista Flavio Biondo per le bellezze del paesaggio, già nel Seicento venne scelta come stazione climatica e termale da nobili perso-silaggi come il cardinale Decio Azzolino. Nell'Ottocento noti medici la indicano come luogo ideale per i periodi di convalescenza, e per la cura di malattie respiratorie e dermatologiche. Nell'estate del 1827 vi soggiornarono, ospiti della contessa Azzolino, Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone, e sua moglie Caterina e nell'estate del 1868, anche il musicista Franz Liszt la scelse per un periodo vacanza, ospite dei conti Salvi-Fenili.

   

Grottammare deve  le sue  origini  a una lega di Umbro-Toschi e ai Piceni,  come testimoniano i  reperti rinvenuti in una necropoli sulle colline a ridosso del litorale da cui proviene un ricco corredo funerario databile dal IX al IV secolo a.C. Nell'VIII secolo alcuni monaci si insediarono nella Chiesa di San Martino, mentre nei secoli IX-X fu eretta la Rocca, i cui resti sono visibili sulla collina che domina il borgo. Il suo porto, sito all'estremità settentrionale del territorio comunale, è menzionato in un documento del 1259 con cui il re Manfredi concesse il castello di Grottammare "cum suo porto" al Comune di Fermo.

 

 

Persa l'autonomia, la città venne coinvolta nei frequenti e disastrosi passaggi di eserciti, nelle lotte tra comuni limitrofi, e nelle scorrerie di pirati turchi, particolarmente minacciosi in questo tratto di costa. Fu proprio con l'intento di respingere le incursioni piratesche, che nel 1299 il porto venne ampliato e fu restaurata la cinta muraria del castello. Nel 1525 il pirata Dulcigno riuscì comunque ad espugnarla; in seguito Grottammare fu fortificata con mura, porte, e un Torrione detto "della battaglia" in corrispondenza del sottostante porto, così da poter rispondere in maniera adeguata ad altri attacchi. La città ebbe un ruolo attivo durante le lotte per l'unità d'Italia, anche per merito dei numerosi proseliti che Giuseppe Garibaldi ebbe modo di fare durante il suo soggiorno nella città nel 1848-49. Nel 1860 Grottammare contribuì alla sconfitta dell'esercito pontificio; nei giorni che seguirono gli scontri Vittorio Emanuele II si trattenne nella cittadina e ricevette il 12 ottobre 1860, a Palazzo Laureati, la delegazione partenopea venuta a offrirgli il Regno delle Due Sicilie. Dalla fine del secolo XVIII gli interessi del paese si diressero verso l'area costiera; risale al 1779 il piano di ampliamento dell'architetto Augu-stoni, che prevedeva una maglia di strade perpendicolari con isolati rettangolari, poi utilizzato anche con la successiva espansione. Tra il XIX e il XX secolo, grazie all'arretramento del mare, è stato possibile piantare rigogliose pinete a fianco della ferrovia e costruire a ridosso del litorale numerosi villini in stile liberty (tra cui il pregevole villino Matricardì) che si affacciano su un viale di palme e di oleandri.

Nel corso degli anni Trenta Grottammare si è dotata di strutture per il divertimento ed il tempo libero: campi da tennis, circoli di ritrovo, cinematografi ed il Kursaal, il locale da ballo che ha animato per anni le notti più esclusive della riviera adriatica. Una piacevole strada che sale tra il verde consente di raggiungere l'antico borgo di Grottammare Alta, sull'altura del Monte Castello a picco sul mare; lungo il cammino si trova la seicente-sca Villa del Cardinale Decio Azzolino, dove soggiornò Cristina di Svezia.

 
 

Tra rustiche case e stretti vicoli spiccano il Torrione della Battaglia e la Chiesa di Sant'Agostino del XVI secolo, nel cui interno è conservata una Madonna della Misericordia di Vincenzo Pagani (1577). Nella vicina Piazzetta Peretti si gode di una vista eccezionale dal portico balconato dell'edificio che ospita lo storico Teatro dell'Arancio, nei cui pressi sorge la Torre dell'Orologio. Merita una visita la nobile Chiesa di Santa Lucia (1597) fatta erigere da Camilla Peretti in memoria del fratello Sisto V Felice Peretti nativo di Grottammare, le cui forme architettoniche rivelano l'impronta di Domenico Fontana: particolare è l'interno, a pianta quadrata, sormontato da una cupola retta da quattro piloni. La parte più alta dell'abitato conserva i resti dell'antico castello trecentesco. Da segnalare anche il Museo Sistino con cimeli e dipinti legati alla figura di Sisto V, allestito nella Chiesa di San Giovanni Battista, edificio di antica origine ristrutturato da Pietro Maggi. A Grottammare è nato Pericle Fazzini, "lo scultore del vento " secondo la felice definizione di Ungaretti, le cui opere possono essere ammirate nel Centro Fazzini e in giro per la città. Si consiglia una visita alla Chiesa romanica di San Martino sita a circa 1 km da Grottammare in dirczione sud: nell'interno a tre navate è conservata un'epigrafe romana che ricorda i restauri compiuti dall'imperatore Addano al Tempio della dea Cupra, i cui resti sono da riconoscersi, secondo alcuni, negli avanzi di mura antistanti la chiesa e in altre strutture presenti al di sotto dell'edificio religioso. Da questi ruderi, definiti "Cruptae ad mare", prese nome il successivo insediamento di Grottammare. Poco lontano è il cosiddetto Bagno della Regina, grande cisterna d'acqua romana.