Un viaggio attraverso i luoghi che caratterizzano la nostra regione.

 

Le città, la cultura, l'arte e la cucina del territorio.

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Altitudine: 283 m. s.l.m.

Abitanti: 45.054

 
   

Testo e Fotografie: Regione Marche Assessorato al Turismo

   
 

La città deve il suo nome al ritrovamento in mare, nel III secolo, del corpo di Benedetto, un soldato romano ucciso per essersi rifiutato di abiurare la fede cristiana: fu intorno alla sua venerata tomba che, secondo la tradizione, sarebbero sorte le prime case del borgo. Alcuni ritrovamenti effettuati sulla sponda destra del torrente Albula indicano però che le origini dell'abitato andrebbero collegate alla città romana di Alba Picena e, andando ancora indietro nel tempo, all'insediamento fondato dai Liburni nel IX secolo a. C, da cui sorse la romana Truentum.

   
 

Menzionata in un documento del 998, fu concessa nel 1211 da Ottone IV a Fermo con i territori dal Tronto al Potenza. Quando nel 1245 l'imperatore Federico II concesse ad Ascoli un tratto di costa tra il Ragnola e il Tronto per costruirvi un porto fortificato, ebbero inizio lunghe e feroci contese tra Fermo e Ascoli Piceno. Colpita nel 1478 da una pestilenza che decimò la popolazione, rimase quasi disabitata per molti anni per poi essere ripopolata da profughi romagnoli dell'alta Marca ai quali furono concessi territori in enfiteusi. Dal XVI al XIX secolo la cittadina fu oggetto di terribili incursioni da parte dei pirati saraceni, abilissimi nel catturare i marinai per condurli in schiavitù in terre lontane; dal 1650 l'abitato si espanse e nel 1754 nacquero i sobborghi di Sant'Antonio e della Marina.

 
 
 

 Annessa al Regno d'Italia nel 1860 grazie ai Cacciatori delle Alpi, dal 1869 assunse il nome attuale. Situata alla foce del torrente Albula, estesa tra i fiumi Tesino a nord e Trento a sud, San Benedetto del Tronto occupa fra le stazioni balneari dell'Adriatico uno dei primi posti ed è considerata la capitale della bella Riviera delle Palme.

 

 

Da anni premiata con il riconoscimento della Bandiera Blu Europea, vanta uno splendido lungomare ricco di oltre 7.000 palme, in grado di rievocare con la loro presenza meravigliosi scenari esotici. Grazie alla lunga spiaggia (sono 10 i km di spiaggia e 5 quelli del lungomare) di sabbia finissima e bianca, San Benedetto del Tronto è dalla fine dell'Ottocento una rinomata stazione balneare, come testimoniano i numerosi villini liberty presenti, lo storico Stabilimento Bagni e la celebre Palazzina Azzurra, un tempo mondano luogo di ritrovo per villeggianti e attualmente spazio espositivo nella zona delle pinete e dei giardini. La città è formata da due nuclei distinti: un paese alto costituito da un castello per la difesa dalle scorrerie dei pirati, e una marina, il borgo peschereccio sviluppatesi a partire dal Settecento. E' simile ad una terrazza aperta sull'Adriatico il borgo antico detto Belvedere, caratterizzato dalla trecentesca esagonale Torre dei Gualtieri (nobile famiglia che si insediò nel castello nel XII secolo) con beccatelli e merli. Nei pressi, tra vie strette e case in cotto, si erge l'imponente Chiesa di San Benedetto, eretta sul luogo dove sorgeva la Pieve del X secolo. Merita una visita, nei vicini locali dell'Episcopio, il Museo Diocesano Intercomunale di Arte Sacra. Procedendo per via Risorgimento e superata una rotonda con fontana, si raggiunge il Faro, simbolo della secolare storia della marineria locale. La città infatti, strettamente legata al mare, vanta un importante porto dotato di una potente flottiglia di pescherecci e un mercato all'ingrosso del pesce tra i più importanti d'Italia. Emblema della marineria  sanbenedettese è la "paranza", un modello di imbarcazione elaborato alla fine del Settecento, che consiste in una barca più leggera e più agile nelle manovre, caratterizzata dai simboli rappresentati sulle vele, che servivano non solo per identificare le imbarcazioni, ma anche per dar sfogo ai sogni e ai bisogni dei pescatori. Tra i numerosi villini liberty che nobilitano il lungomare si segnalano il villino Sorge, la villa Bozzoni e, sulla S.S. 16, la bella Villa Brancadoro, ricca di affreschi di Adolfo De Carolis (1899). Oggi la città è dotata di numerosi impianti sportivi, di un porto turistico con circolo nautico ideale per i diportisti, di un palasport, bocciodromi, piscine, una pista di atletica leggera, un moderno palacongressi e una ricca e diversificata ricettività alberghiera. Si consiglia una visita all'animato e ricco Mercato ittico nei pressi del porto e ai vicoli del rione "u labirin-tu", lo storico quartiere di pescatori dove gustare l'ottimo brodetto alla sanbenedettese; da non perdere poi i numerosi e interessanti musei del mare, tra cui il Museo Ittico "A. Capriotti", il Museo delle Anfore e Antiquarium Truentinum e il Museo della Pesca e della Civiltà Marinara.

 

  

 

PAESI COLLINARI "VERSO" IL MARE

 

Il centro costiero di Porto Sant'Elpidio ebbe origine come scalo marittimo di Sant'EIpidio a Mare, pittoresca cittadina racchiusa nelle mura medievali, in cui spiccano la trecentesca Torre Gerosolimitana eretta dai Cavalieri di Malta, la Collegiata e il Palazzo Comunale che custodisce un prezioso polittico di Carlo Crivelli e un trittico del Garofalo. Una spiaggia di sabbia e ghiaia caratterizza Porto Sant'Elpidio, storico borgo marinaro divenuto un'attrezzata stazione balneare: meritano una visita l'antica Torre, la Chiesa dell'Annunziata e le nobili Ville che vengono utilizzate, in estate, come scenografico teatro di interessanti manifestazioni culturali. Da non perdere la vicina Porto San Giorgio, l'antica Navale Firmanorum, caratterizzata da una parte a monte con il rione Castello e la Rocca e, oltre la statale, dalla marina (spesso premiata con la Bandiera Blu Europea) nel cui lungomare ricco di palme prospettano eleganti palazzine in stile liberty.

 
 
 
 
 
 
 

Suggestiva la Rocca Tiepolo con il possente mastio e le mura protette da alti pini marittimi. Fu il governatore di Fermo Lorenzo Tiepolo, futuro Doge di Venezia, a far costruire nel 1276 le fortificazioni allo scopo  di difendere il borgo dagli assalti delle temibili galee saracene  sempre in agguato. Tra angusti  vicoli e  antichi palazzi  si segnalano il Teatro storico Vittorio Emanuele, l'ottocentesca Chiesa di San Giorgio, Villa Bonaparte e la barocca Chiesa del Suffragio. Modelli di gemmazione dal borgo alla marina sono Altidona con Marina di Altidona, Campofilone con Marina di Campofilone e Massignano con Marina di Massignano. 

Altidona, antico centro che conserva ancora gran parte delle mura castellane, sorge sull'alto di un colle in posizione panoramica da cui si domina la vicina frazione di Marina di Altidona, località balneare posta tra il verde delle pinete e dei palmizi. Analogo è il caso di Campofilone, sita sulla sommità di un'altura sovrastante Marina di Campofilone, e interessante per i notevoli resti delle mura di cinta, le tipiche vie coperte con volte a botte o a crociera e lo storico Teatro Comunale. Da gustare gli squisiti maccheroncini, una pasta all'uovo tagliata a mano in finissimi fili, secondo un'antica ricetta del Quattrocento. A 6 km da Marina di Massignano, dotata di una spiaggia di sabbia e ghiaia, sorge in posizione panoramica il piccolo borgo medievale di Massignano, con palazzi gentilizi, il Teatro Comunale, le Chiese della Misericordia e di San Giacomo Maggiore e il documentato Museo di Arte Sacra.